
Simposio 2026
Impressioni
Simposio tra arte, alterità e appartenenza
10 maggio 2026
In collaborazione con
Chiasso Letteraria
11:00
Proiezione “La lunga vacanza”, un film di Davor Marinković
A seguire un dialogo tra Pablo Briones, Davor Marinković, Pascal Schwaighofer
13:00
Pranzo collettivo (su invito o prenotazione: spaziocondivisochiasso@gmail.com)
14:00
“Lasciatemi in pace” riflessioni sulla rappresentazione con Loris Viviani e
Gaja Aurora Ebere Ikeagwuana
In loco:
“Hanging Fruit”, installazione di Pascal Schwaighofer
A cura di
Associazione Grande Velocità
Progetto vetrina
Impressioni
Simposio tra arte, alterità e appartenenza
10 maggio 2026
In collaborazione con
Chiasso Letteraria
11:00
Proiezione “La lunga vacanza”, un film di Davor Marinković
A seguire un dialogo tra Pablo Briones, Davor Marinković, Pascal Schwaighofer
13:00
Pranzo collettivo (su invito o prenotazione: spaziocondivisochiasso@gmail.com)
14:00
“Lasciatemi in pace” riflessioni sulla rappresentazione con Loris Viviani e
Gaja Aurora Ebere Ikeagwuana
In loco:
“Hanging Fruit”, installazione di Pascal Schwaighofer
A cura di
Associazione Grande Velocità
Progetto vetrina
Domenica 10 maggio 2026, Spazio Lampo propone una nuova edizione del Simposio Impressioni, evento partecipativo che da quattro anni rappresenta la collaborazione tra l’Associazione Grande Velocità e ChiassoLetteraria.
Ispirandosi alla tematica del Festival, il Simposio indaga come lo sguardo artistico, in una sinergia di discipline, possa osservare e rappresentare la fragilità dell’appartenenza in tempi attraversati da guerre, sradicamento e mobilità.
Ospiti del dialogo mattutino saranno il regista argentino-svizzero Pablo Briones, attivo in uno spazio liminale tra documentario e finzione, che a partire dal suo progetto Ragazzi al fiume rifletterà sulle sfide e le opportunità della rappresentazione incontrate nella produzione dei suoi film e Davor Marinković, regista nato in Jugoslavia e cresciuto in Italia, autore di “Una lunga vacanza” e collaboratore del progetto europeo Moj Dom (Casa mia in bosniaco-croato-serbo) prodotto da Codici (IT), che attraverso ricerca e pratiche artistiche approfondisce le conseguenze delle guerre jugoslave e le loro eredità nel presente. Con la moderazione dell’artista e ricercatore Pascal Schwaighofer, le pratiche artistiche e cinematografiche saranno esplorate come spazi di ascolto, indagine e restituzione di narrazioni ai margini, capaci di interrogare le forme dominanti della memoria e di aprire nuove possibilità di rappresentazione.
Nel pomeriggio, dopo il pranzo collettivo, è previsto un momento di discussione sulla spettacolarizzazione della rappresentazione dell’alterità. “Sono dovuta scappare dal mio paese non perché volessi, ma perché rischiavo di finire male...arrivo qui e ne devo passare comunque di tutti i colori, quindi faccio quello che devo fare, ma lasciatemi in pace”. A partire da una testimonianza raccolta nella preparazione di questo evento, Spazio Lampo invita il pubblico alla riflessione: che cosa significa rappresentare e relazionarsi alle esperienze e storie di persone con un passato e presente migratorio? Quali sono i pregiudizi e le sfide nel pensare l’alterità? Come ripensare l’interazione? Alla discussione partecipa anche Loris Viviani, maestro di italiano L2, che dal 2025 lavora nelle sale di Spazio Lampo con un’attività formativa rivolta a migranti e Gaja Aurora Ebere Ikeagwuana performer e attivista italiana.
A fare da cornice all’intero evento, un'installazione realizzata da Pascal Schwaighofer che risponde all’invito del tema di questa edizione di ChiassoLetteraria,Venti Intrecciando una serie di tenue associazioni, dalla forma alterata e disidratata della mela fino alle sue condizioni materiali, simboliche e pratiche di conservazione, l’intervento riflette sul ruolo della memoria e sulla sua inevitabile alterazione.
Iscrizioni e informazioni: spaziocondivisochiasso@gmail.com
Ispirandosi alla tematica del Festival, il Simposio indaga come lo sguardo artistico, in una sinergia di discipline, possa osservare e rappresentare la fragilità dell’appartenenza in tempi attraversati da guerre, sradicamento e mobilità.
Ospiti del dialogo mattutino saranno il regista argentino-svizzero Pablo Briones, attivo in uno spazio liminale tra documentario e finzione, che a partire dal suo progetto Ragazzi al fiume rifletterà sulle sfide e le opportunità della rappresentazione incontrate nella produzione dei suoi film e Davor Marinković, regista nato in Jugoslavia e cresciuto in Italia, autore di “Una lunga vacanza” e collaboratore del progetto europeo Moj Dom (Casa mia in bosniaco-croato-serbo) prodotto da Codici (IT), che attraverso ricerca e pratiche artistiche approfondisce le conseguenze delle guerre jugoslave e le loro eredità nel presente. Con la moderazione dell’artista e ricercatore Pascal Schwaighofer, le pratiche artistiche e cinematografiche saranno esplorate come spazi di ascolto, indagine e restituzione di narrazioni ai margini, capaci di interrogare le forme dominanti della memoria e di aprire nuove possibilità di rappresentazione.
Nel pomeriggio, dopo il pranzo collettivo, è previsto un momento di discussione sulla spettacolarizzazione della rappresentazione dell’alterità. “Sono dovuta scappare dal mio paese non perché volessi, ma perché rischiavo di finire male...arrivo qui e ne devo passare comunque di tutti i colori, quindi faccio quello che devo fare, ma lasciatemi in pace”. A partire da una testimonianza raccolta nella preparazione di questo evento, Spazio Lampo invita il pubblico alla riflessione: che cosa significa rappresentare e relazionarsi alle esperienze e storie di persone con un passato e presente migratorio? Quali sono i pregiudizi e le sfide nel pensare l’alterità? Come ripensare l’interazione? Alla discussione partecipa anche Loris Viviani, maestro di italiano L2, che dal 2025 lavora nelle sale di Spazio Lampo con un’attività formativa rivolta a migranti e Gaja Aurora Ebere Ikeagwuana performer e attivista italiana.
A fare da cornice all’intero evento, un'installazione realizzata da Pascal Schwaighofer che risponde all’invito del tema di questa edizione di ChiassoLetteraria,Venti Intrecciando una serie di tenue associazioni, dalla forma alterata e disidratata della mela fino alle sue condizioni materiali, simboliche e pratiche di conservazione, l’intervento riflette sul ruolo della memoria e sulla sua inevitabile alterazione.
Iscrizioni e informazioni: spaziocondivisochiasso@gmail.com
Pablo Briones è un regista argentino-svizzero che esplora il campo documentario con strumenti propri della finzione. Il suo lungometraggio Baracoa è stato nominato al Premio per il Miglior Documentario alla Berlinale 2019 e ha vinto il Premio della Gioventù allo Sheffield Doc/Fest e il Premio del Pubblico al Festival di Málaga. Diplomato al Master ECAL/HEAD, collabora regolarmente con scuole di cinema come la HEAD di Ginevra e il CISA di Locarno. Tra documentario e finzione, Ragazzi al fiume segue tre giovani rifugiati afghani durante una giornata trascorsa lungo un fiume, a sud delle Alpi. Nel corso della giornata, fanno incontri effimeri ma carichi di senso: un giovane guineano che rimpiange di aver rischiato la vita per l’Europa, dei ragazzi del posto venuti a rinfrescarsi e una famiglia afghana che richiama ciò che avevano di più prezioso. Mentre il loro futuro nel paese d’accoglienza resta incerto, si delinea, lungo la giornata, il sogno semplice, eppure fragile, di una vita in pace.
Davor Marinković è un regista nato in Jugoslavia e cresciuto in Italia. Da studente ha realizzato diversi cortometraggi di finzione prima di passare al documentario. Il suo documentario breve Reznica (2022) è stato presentato al Sarajevo Film Festival, al Beldocs e al Pordenone Docs Fest. Il suo film La lunga vacanza è una produzione CODICI, finanziata dall’Unione Europea nell’ambito del progetto MOJ DOM: Refugees, Migrations and erased memories in the aftermath of Yugoslav Wars. Almina ha lasciato Sarajevo nel 1995 all'età di 12 anni. Quando la guerra stava per finire, i suoi genitori portarono lei e il fratello minore in Italia. Le fu detto che sarebbero rimasti lì, a Francavilla al Mare, in Abruzzo, per una breve vacanza. Quella vacanza dura ancora.
Pascal Schwaighofer è un artista-studioso e borsista post-dottorato presso il Dipartimento di Letterature, Lingue e Culture della McGill University a Tiohtià:ke/Montréal. Ha conseguito un dottorato di ricerca (Ph.D.) in Letteratura Comparata presso la Cornell University e un Master in Belle Arti presso l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. È stato borsista post-dottorato con attività di insegnamento nei programmi di Comparative Literary and Culture Studies e Social Justice and Sustainability presso la Franklin University Switzerland, nonché Mellon Graduate Fellow presso la Society for the Humanities della Cornell University. Attualmente sta lavorando a un progetto di libro sulla negatività dell’esistenza ambientale e sul lutto irrisolto che essa comporta. Alla luce delle crisi ecologiche in corso, il progetto esamina la cultura delle api nella narrativa e nella saggistica come un luogo di narrazioni contrastanti riguardo alle interconnessioni ambientali, alla perdita e alla coesistenza.
Gaja Aurora Ebere Ikeagwuana è performer per studi e social media manager per professione. Lavora in qualità di Social Media Manager e formatrice con il centro d’arte partecipato Milano Mediterranea e collabora con diversi festival dedicati alle arti performative come Short Theatre e Twiza. Attraverso le arti performative, fa del corpo e della memoria strumenti di giustizia sociale contro afrofobia e razzismo anti-nero.
Davor Marinković è un regista nato in Jugoslavia e cresciuto in Italia. Da studente ha realizzato diversi cortometraggi di finzione prima di passare al documentario. Il suo documentario breve Reznica (2022) è stato presentato al Sarajevo Film Festival, al Beldocs e al Pordenone Docs Fest. Il suo film La lunga vacanza è una produzione CODICI, finanziata dall’Unione Europea nell’ambito del progetto MOJ DOM: Refugees, Migrations and erased memories in the aftermath of Yugoslav Wars. Almina ha lasciato Sarajevo nel 1995 all'età di 12 anni. Quando la guerra stava per finire, i suoi genitori portarono lei e il fratello minore in Italia. Le fu detto che sarebbero rimasti lì, a Francavilla al Mare, in Abruzzo, per una breve vacanza. Quella vacanza dura ancora.
Pascal Schwaighofer è un artista-studioso e borsista post-dottorato presso il Dipartimento di Letterature, Lingue e Culture della McGill University a Tiohtià:ke/Montréal. Ha conseguito un dottorato di ricerca (Ph.D.) in Letteratura Comparata presso la Cornell University e un Master in Belle Arti presso l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. È stato borsista post-dottorato con attività di insegnamento nei programmi di Comparative Literary and Culture Studies e Social Justice and Sustainability presso la Franklin University Switzerland, nonché Mellon Graduate Fellow presso la Society for the Humanities della Cornell University. Attualmente sta lavorando a un progetto di libro sulla negatività dell’esistenza ambientale e sul lutto irrisolto che essa comporta. Alla luce delle crisi ecologiche in corso, il progetto esamina la cultura delle api nella narrativa e nella saggistica come un luogo di narrazioni contrastanti riguardo alle interconnessioni ambientali, alla perdita e alla coesistenza.
Gaja Aurora Ebere Ikeagwuana è performer per studi e social media manager per professione. Lavora in qualità di Social Media Manager e formatrice con il centro d’arte partecipato Milano Mediterranea e collabora con diversi festival dedicati alle arti performative come Short Theatre e Twiza. Attraverso le arti performative, fa del corpo e della memoria strumenti di giustizia sociale contro afrofobia e razzismo anti-nero.
Photo: Michela Di Savino